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Pioda di Crana - Val Vigezzo m 2.430
20 novembre 2005































Enrico ci bidona per Spotorno …. L ci dispiace assai per lui J ma noi andiamo in Val Vigezzo. Le mete proposte da Bruno sono 2: Pioda di Crana o Pizzo Ruggia.

Io opto per la prima, anche perché ho trovato documentazione solo di quella. In macchina Bruno accenna alla possibilità di salire al Pizzo Ruggia …. ma io faccio finta di non sentire … J

Arriviamo ad Arvogno in perfetto orario. Fa freddo, ma non eccessivo. Si cambiano le scarpe e via verso la meta.

Se devo essere sincera, mi ha stupito una meta di quasi 1200 mt di dislivello in questa stagione conoscendo la nostra lentezza, ma si sa: proponimi una meta “tosta” e io non dico di no.

Vado avanti a fare la pipi, ma Bruno non arriva. Alla fine torno indietro, lo trovo e mi dice che si è fermato un attimo con il tizio che stava aprendo il bar. Ci consiglia di “non andare fino in fondo” ma di salire a sinistra verso le ultime baite.

Non concordo. Preferisco fare quello che dice la relazione e la carta. Non conosciamo la zona e le giornate sono corte. Inoltre la valle è fredda e vediamo di la i ghiacci che ricoprono le rocce: ce andiamo a incriccare in posti non frequentati non ci tirano piu’ fuori.

Per evitare di discutere, tiro fuori la relazione e scopriamo che le 2 versioni coincidono.

Perfetto, fino all’ultimo cartello che indica il bivio con il lago di Panelatte tutto bene.

Arriviamo al primo alpeggio e proseguiamo. Qui il primo campanello d’allarme: dobbiamo attraversare un torrentello che ha una bellissima crosta di ghiaccio. Sbuffando un po’ per la fifa passiamo e penso che al rientro si sarà pur sgelato!

Arriviamo ad un altro alpeggio con fontana ghiacciata (registro che c’è acqua) e proseguiamo. Ora la faccenda inizia a farsi critica: ci troviamo di fonte ad una frana e al di la il sentiero non sembra proseguire.

La relazione dice che il sentiero non è ben visibile nel prato, e di questo ce ne siamo accorti. Attraversiamo la frana ma io non sono convinta, torno indietro.

Arrivati all’alpeggio vedo che il sentiero prende su dritto invece che fare il traverso. OK, cosi mi torna sia con la carta che con la relazione. Saliamo. Cavolo se è ripido!

E anche questo sentiero è abbastanza difficile da indovinare, fino a che non c’è proprio piu’.

Il signore giu’ diceva che dovevamo entrare nel bosco di faggi e quindi proseguire in cresta. La relazione dice altrettanto e la cartina continua a rimanere in tasca L

Decidiamo di comune accordo di iniziare a tagliare e di salire per quella che secondo noi sarebbe poi diventata la cresta. Ci sono un paio di “omoni” che ci fanno pensare di essere sulla retta via, solo che il sentiero continua ad essere a tracce, è talmente ripido che spesso devo mettere giu’ le mani per proseguire (i bastoni rigorosamente nello zaino! Io, Bruno invece che è piu’ sveglio li sta usando). Nel bosco di faggi ci siamo, e loro sono talmente ospitali che non vogliono lasciarmi andare via, lo zaino continua a impigliarsi nei rami …. alla fine sono esasperata, ma non ce l’ho con nessuno, solo vorrei uscire da qui!!!!

E ad un certo punto ….. SBICHIAMO SUL SENTIERO!!!! Prima l’anticipo, che ci fa riflettere sul fatto di ritrovare la strada del rientro; allora ometto e freccia indicatrice. Poi pero’ troviamo il sentiero VERO, con tanto di segnali e un’autostrada che scende …. vabbe’, al ritorno cercheremo di capire.

Ora proseguiamo piu’ leggeri, stiamo attenti ai segni, ma qui è davvero ben tracciato.

Arriviamo prima alle conifere, e quando stiamo per uscire dal bosco sentiamo lo scampanellio delle capre …. e del telefono di Bruno. Cribbio, ma che succede? Le capre ci stanno caricando!!!!

Ovviamente mi spavento, ma dura solo un attimo. Siamo circondati da capre e qualche caprone, sono curiose, ci annusano e cercano di assaggiarci, non ci fanno passare …. e’ fin quasi comica la situazione!

Ma il tempo vola e le giornate sono corte, inizio a salire piano piano, Bruno va piu’ di me in salita e mi raggiungerà appena terminata la telefonata e appena riuscirà a districarsi dalle capre.

Torniamo vicini …. E sbagliamo di nuovo strada. Mi trovo ad andare su un traverso verso le placche … col cavolo che salgo di li.

Rapido consulto, risaliamo il prato (GULP!!!! Quanto è ripido!!!!) per riguadagnare la cresta.

Da qui in poi il sentiero non lo possiamo sbagliare …. che alto puo’ succedere?

Ehm …. Mai fare questi pensieri. Bruno inizia a rimanere indietro. Mi fermo, lo aspetto …. Tutto bene? Mah …. mica tanto …. Ma stai male? Mah … solo i battiti molto accelerati ….. Dammi qualcosa dello zaino, che fai meno fatica …… No no, non mi pesa …..

E intanto saliamo, controllo l’ora e vedo che siamo in netto ritardo, quasi al punto di rinunciare alla cima per evitare di rientrare con il buio.

Salendo, intanto, incontro un ragazzo molto gentile con cui mi fermo a chiacchierare. Mi dice che mancheranno 10 – 15 minuti alla cima, che arrivando su, ci saranno 5 metri 5 da fare sulla placca, per poi scendere di nuovo a sinistra. Il sentiero non è cosi evidente, ma c’è, fidati. E intanto aspetto Bruno, anzi, gli vado incontro. Racconto a lui le mie preoccupazioni sul rientro al buio ma il ragazzo mi conforta dicendoci che dobbiamo aver ravaneto assai, tre ore dovrebbero essere piu’  che sufficienti per scendere.

Non sono molto convinta ma proseguiamo. Richiedo a Bruno se posso portare un po’ del suo zaino ma mi dice che piu’ avanti lo lascerà giu.

C’è un pezzetto di sentiero che va piu’ in diagonale ed è meno ripido, e quindi optiamo per salire da li. Bruno si convince a lasciare li lo zaino, magari al ritorno facciamo l’altra strada …. Solo che ci impiega TANTISSIMO a decidere cosa portare in vetta!!!! Alla fine inizio a salire, un modo educato per fargli notare che non è prestissimo L … spero vivamente che non se la sia presa, ma ci sono momenti in cui non si puo’ pazzeggiare, ma occorre andare e alla grande.

Arrivo finalmente alla placca …. la guardo ….. cavolo ….. per fortuna il ragazzo mi ha raccontato cosa avrei trovato, altrimenti non so se sarei passata.

Aspetto Bruno, il quale “si mette a circolare con i 2 ragazzi che stanno scendendo”. Beh, ora non ho piu’ mezzi termini, lo chiamo con tono un po’ sostenuto.

Arriva e guarda il passaggio …. Non so se passo. Ma si dai, provo io.

Provo e in realtà è molto piu’ semplice di quel che sembra, sempre che non soffri l’esposizione. Bruno decive di lasciare giu’ altra roba …. E il tempo passa …. Ora sbotto “Muoviti che è tardi!” o qualcosa del genere. Si avvicina alla placca e decide che non viene. Mi dice di andare. No, vieni anche tu! Non mi fare arrabbiare vai!

Sinceramente non posso insistere, è esposto, non c’è dubbio, se uno non se la sente non se la sente.

Mi incammino, ma non mi va di lasciarlo li. Mi giro e vedo che c’è un accenno a passare …. J Torno indietro e insieme superiamo il passaggio.

Ora è sentiero, esposto ma sentiero, e quando dopo pochi minuti arriviamo in cima c’è un abbraccio fantastico e liberatorio!!!

Mi scuso per i miei modi bruschi, ma quando il tempo non c’è qualcuno deve reagire!

Bruno è felice di essere li, io piu’ di lui e il panorama è davvero grandioso.

Pochi minuti per le foto, mangiucchiare qualcosa, bere il te e poi via di nuovo sulla cresta.

La discesa sembra meno problematica della salita, e ci consentiamo qualche foto ricordo J

Allo zaino finisco il pranzo e poi giu’ per la discesa. Inizio a non sentirmi troppo bene, ma non importa, la gita è fantastica e vale bene un attacco di emicrania.

Stavolta facciamo il sentiero giusto, tutto, e cosi alla fine diventa un “quasi” percorso ad anello.

Abbiamo sbagliato strada per:

- la deviazione che porta alla cresta o la sai o non la trovi, non è per nulla segnalata ed il sentiero è pochissimo tracciato.

- al primo alpeggio il sentiero tirava su dritto, e non andava in traverso come abbiamo fatto noi; pero’ il segno è messo in modo tale che salendo non lo vedi ed il sentiero che abbiamo fatto noi e’ il piu’ evidente

Insomma: la stupidaggine l’ho fatta io che ad un certo punto ho smesso di guardare la cartina …. ma che volevamo fare???? …. Verificare che fossimo in grado di salire una cima anche senza cartina? Beh …. se è cosi allora ce l’abbiamo fatta!!!

Stanchi ma felici siamo approdati alla macchina alle 16:30 un freddo cane ma ancora con la luce.

Se volete anche voi salire questa cima, non preoccupatevi, VOI troverete la strada e in 3 ore – 3 ore 3 mezza sarete su J